
FRASASSI
G.S.M.
"a
divenir del mondo esperto"
GROTTE DI FRASASSI-GENGA (ANCONA)
25° ANNIVERSARIO DELLA SCOPERTA AVVENUTA IL 25/9/1971
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Intervento in ricordo sul tema "Avvenimenti che portarono alla scoperta" tenuto il giorno 05/10/1996 da Giancarlo Cappanera in occasione della Cena Sociale organizzata dal Gruppo Speleologico Marchigiano C.A.I di Ancona per festeggiare i cinque lustri passati dalla scoperta della Grotta Grande del Vento. |
A tutti un caloroso benvenuto!
Vedere questa sera qui riuniti gli amici vecchi e nuovi riempie di commozione ed esalta il vero senso della scoperta che stiamo festeggiando. Essa fu la summa grandiosa di anni di duro lavoro svolto da tante persone dal cuore giovane unite da una vera amicizia e da un grande amore per la Grotta. Rievocando quegli anni è d'obbligo menzionare, prima di tutti, i nostri "padri fondatori" che, allora giovani studenti pieni di spirito di avventura, diedero vita nel gennaio del 1948 al Gruppo Speleologico Marchigiano:
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Negli anni '50 il G.S.M si distinse come uno dei principali promotori e diffusori della speleologia in Italia sviluppando anche un'importantissima attività scientifica. Nella seconda metà degli anni '60 un radicale cambio generazionale che non fu possibile programmare, provocò una crisi organizzativa e di attività tale che fu sfiorato più volte lo scioglimento del Gruppo.
Se questa sera così felice noi tutti siamo qui però lo dobbiamo principalmente ad una persona che maestro di vita prima e poi di speleologia, con tutta l'anima si impegnò per il suo rilancio.Forte del privilegio dell'amicizia che mi ha concesso, è a Pietro Pazzaglia che con il cuore di ragazzo e la mente di un cinquantenne voglio dire a nome di tutti grazie. Con Pietro voglio ringraziare anche coloro che in quei momenti lo aiutarono e gli furono vicini:
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A questi "Ulisse" in particolare si confà il Verso 97 del Canto 26° dell'Inferno che è il nostro motto:
"Vincer potero dentro di me
l'ardore ch'i ebbi
a divenir del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore"
L'occasione ora è d'obbligo per un ricordo breve ma cronologico degli avvenimenti che portarono alla scoperta della Grotta del Vento di Frasassi. A partire dal 23/5/1971 io fui l'istruttore del "1° Corso di introduzione alla Speleologia" organizzato dal G.S.M per addestrare le nuove leve di coraggiosi appassionati che la nostra azione di proselitismo aveva richiamato. Durante una lezione, per colpire la fantasia dei giovanissimi partecipanti, raccontai la "favola" del Foro degli Occhialoni, due grandi buchi che trapassano quasi la cima della montagna nel versante opposto a quello dell'odierna entrata turistica, per intenderci, lato "Grotta del Mezzogiorno". Dissi che si poteva ipotizzare che questo residuo di grotta poteva avere avuto in passato, molto ipoteticamente, un proseguimento alla stessa altezza nel versante opposto visto che l'acqua del fiume Sentino sciogliendo il calcare e scavando le grotte, aveva tagliato in due la montagna formando la Gola di Frasassi. La storiella finì li.
Nel settembre del 1971, ritornando un giorno a casa in treno da Rimini dove lavora vo, incontrai Rolando Silvestri, un giovanissimo partecipante al corso di speleologia da me tenuto. Durante il tragitto verso Ancona, parlammo di tante cose, naturalmente di grotte e del fatto che da qualche tempo non frequentava la nostra Sede. Rolando rispose con una serie di scuse poco convincenti ma poi mi disse: "Sai Giancarlo, non è vero che ho dimenticato la speleologia, alcuni giorni orsono sono stato a Genga con un amico con il quale mi sono arrampicato fino all'altezza del Foro degli Occhialoni ma nel versante opposto.Abbiamo trovato dei piccoli buchi che entravano nella roccia, uno in particolare ci è sembrato che proseguisse". Conoscevo bene quella zona ma buchi "di particolare interesse" non ne avevo mai visti.L'ostinazione con la quale Rolando insistette, anche nel dubbio, mi fece sorgere alcuni sospetti che allora non avrei mai confidato a nessuno per il timore di essere giudicato, primo dai miei vecchi compagni di grotta , un credulone troppo fantasioso.
Accantonando le mie presunzioni di "vecio speleologo" e senza una motivazione sostenibile, però feci l'atto di fede umana più ispirato della mia vita, organizzai per il sabato successivo una estemporanea spedizione di ricerca nell'ambito del Corso di Speleologia. Il resto è noto a tutti., era sabato 25 settembre 1971 quando il buco trovato da Rolando Silvestri che si era aperto per lo scivolamento di un terreno di riporto essiccato dalla calda estate, ci portò alla scoperta della Grotta Grande del Vento.
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Dopo un giorno e una notte di frenetico lavoro, nel
corso della domenica 26 sfondammo il diaframma di due
metri del fronte di frana che ostruiva il passaggio del
"Vento". Nessuno riuscì ad infilarsi dentro lo
strettissimo e ventoso foro da noi aperto fino a
sabato 02 ottobre quando Fabio Sturba,
il nostro più bravo esperto in strettoie, riuscì con
coraggio ad entrare nel buco che scoprimmo praticato
fortunosamente quasi nella sommità del fronte di
frana. Non si può descrivere l'emozione e la gioia sfrenata che provammo in quei momenti e quando arrivammo alla "Sala del Trono" sopra il pozzo, subito battezzato "Ancona", che definimmo erroneamente "abisso" tanto ci sembrava senza fondo al lancio rituale del sasso. |
La domenica del 16 ottobre fatta la conta ragionata su chi doveva avere l'ambita precedenza nella discesa, la sorte compose la formazione di discesa del primo gruppo di esplorazione:
Sull'orlo del pozzo erano presenti quasi tutti i componenti del G.S.M e nessuno ebbe nulla da ridire sulla decisione concordata. Maurizio coraggiosamente scese gli 80 metri di scalette disponibili senza trovare o vedere il fondo e solo allora fummo totalmente consapevoli della grandiosità della nostra scoperta.
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Solo dopo esserci ripresi dalla sbandanento abbiamo iniziato a realizzare il contesto e le dimensioni dell'ambiente gigantesco in cui eravamo scesi. Arrivati alla "Sala delle candeline", lo stordimento emozionale arrivò alle stelle. |
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Permettetemi una nota personale: in molti durante questi anni mi hanno chiesto di raccontare le sensazioni provate in quei momenti ma è difficile esternare pienamente una delle gioie più grandi della mia vita. Dopo 25 anni, nel turbinio ancora vivissimo di sentimenti e di emozioni, da poeta dilettante ho trovato oggi, tramite questa poesia, il solo modo per esprimerle.
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Frasassi 25 anni dopo. Ho disceso l'abisso più profondo del cuore e ho risalito, in contrasto, le mie infinite condotte forzate. Quando non
vidi più quella mano che Il buio Allora ho letto nell'immensità del
"Vento" 25/9/1996 |
Vorrei ora rivolgermi alle nuove leve del G.S.M.
Siate fieri di appartenere al vostro Gruppo, amate la Grotta,
amatela per l'amicizia, amatela per la natura e per il vostro
cuore, vedrete che essa non vi deluderà mai. Non smettete mai di
sognare! Pochi mesi prima della nostra grande scoperta abbiamo
"stappato" con le unghie e con i denti una condotta
forzata che chiamammo "Grotta della Speranza".
Era la nostra speranza, il prologo alla realizzazione del sogno
della nostra vita di speleologi che sentivamo avvicinarsi. A tal
proposito con un'altra nota personale, ricordando quelle lunghe
giornate di fatica alla "Speranza", desidero ancora
ringraziare il grande Giuseppe Gambelli che ha
salvato la mia vita, rischiando la sua, dopo che una frana
mi ha sepolto all'interno di un camino traditore.
| Ho due appuntamenti da darvi prima di passare alla
parte finale e più importante del mio intervento. Il
primo è quello per il Gennaio 1998 anno del 50°
anniversario della fondazione del Gruppo Speleologico
Marchigiano; il secondo lo lancio a tutti noi per
il 25/9/2021, cinquant'anni dopo la scoperta
della Grotta Grande del Vento di Frasassi, quel
giorno non siano dimenticati coloro che nel frattempo
saranno scesi nel pozzo più profondo. Ed ora vorrei svelare a tutti, ma in particolare ai giovani, il nostro più bel segreto, quello che ci rende ancora più orgogliosi di avere fatto parte di questo gruppo di amici. |
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Allora come ora, non tutto andava liscio; le difficoltà organizzative e finanziarie spesso ci portavano a polemizzare tra di noi. Salutari e costruttive dispute giovanili dove però mai nessuno ha anteposto il proprio interesse a quello del Gruppo. Il 3 luglio del 1971, durante un'assemblea del G.S.M, tra alcuni di noi e Maurizio Bolognini sorse una disputa su come superare alcune difficoltà organizzative.Messo in chiara minoranza Maurizio, nella sua coerenza, si astenne dal frequentare da quel giorno il G.S.M reclamando il suo dissenso.
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Nota dell'autore: In conclusione della cena sociale, ho consegnato a sorpresa al Presidente del G.S.M un quadro in cui è incorniciata una locandina del Corriere Adriatico, dove viene dato risalto alla notizia del 25° anniversario della scoperta della Grotta Grande del Vento. A margine della stessa, ho riportato una breve composizione poetica personale intitolata:
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05/10/1996
Giancarlo
Cappanera
Sito ideato e realizzato da Giancarlo Cappanera.
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