FRASASSI G. S. M.
"a divenir del mondo esperto"

 


MARZO 2001

Giuseppe Antonini - Gruppo Speleologico Marchigiano C. A. I di Ancona

FAUNA ITTICA FOSSILE SCOPERTA NEL COMPLESSO FIUME-VENTO?

(Estratto da "Speleologia"N. 44 Settembre 2001)

Una nuova regione ipogea denominata " New Mexico " è stata scoperta all'interno del Complesso Vento-Fiume (Gola di Frasassi - AN). Al momento la diramazione è stata esplorata per oltre 2, 5 Km di sviluppo, portando il Complesso Vento-Fiume a circa 30 Km di lunghezza.

Alla scoperta gli speleologi sono giunti durante la ricognizione in una zona del complesso denominata "El  Mexico" esplorata per oltre 5 Km del 1983 dagli speleologi anconetani:proprio qui gli esploratori si erano arrestati di fronte a sifoni e condotte completamente ostruite dal fango. Tuttavia una serie di fenomeni sonori di ignota origine già allora fecero pensare all'esistenza di nuovi sviluppi. Nel mese di marzo del 2001 alcuni componenti del Gruppo Speleologico Marchigiano di Ancona e del Gruppo Speleologico di Fabriano sono riusciti ad individuare il passaggio di accesso a questa nuova regione ipogea.

Nelle settimane seguenti le esplorazioni sono proseguite a ritmo frenetico portando alla scoperta di grandi sale e laghi profondi; il più lungo di questi ha preso il nome di "Lago Infinito":circa 200 metri a nuoto in una grande galleria. Questi ostacoli hanno reso l'esplorazione relativamente impegnativa rispetto allo standard della zona, soprattutto a causa del fango presente in quantità ingenti. Comunque l'aspetto più affascinante della scoperta è senz'altro il ritrovamento di reperti di fauna ittica sulle sponde dei laghi. Si tratta verosimilmente di esemplari di anguilla lunghi fino a 50 cm; presto verranno analizzati da specialisti del settore per chiarirne il tipo e l'età, ma soprattutto il motivo dell'insolita presenza in questi bacini situati nelle più remote regioni ipogee della Gola di Frasassi. Per ora rimane un enigma, ma gli esploratori avanzano alcune ipotesi secondo le quali il "lago delle anguille" potrebbe essere stato luogo di riproduzione, oppure il loro cimitero. In ogni caso lo stato di conservazione di alcuni esemplari fa pensare ad una presenza recente e non si può escludere che questi pesci possano frequantare ancora il luogo, dal momento che tutta la zona è in gran parte allagata e nelle acque più profonde potrebbero nascondersi esemplari viventi.

Del resto nelle acque è stata rilevata la presenza del "niphargus", il minuscolo gamberetto che vive nei laghi sotterranei e che potrebbe rappresentare una possibile fonte di cibo per l'anguilla.

Notevoli indicazioni verranno dalla datazione dei reperti di anguilla presenti anche ad alcuni metri di altezza  sullo specchio dei laghi: molti esemplari sono ricoperti da una crosta di calcite depositatasi nel corso del tempo, mentre altri si ritrovano a livello dell'acqua e sono certamente più recenti, presentando un migliore stato di conservazione.

Dalle prime sommarie ricerche non si ha notizia di analoghi ritrovamenti, fatta eccezione per una segnalazione del G S. C.A.I. di Fabriano risalente ai primi anni settanta, quando nel corso di un'esplorazione di alcune diramazioni della "Grotta Solfurea" (sempre a Frasassi), furono osservati alcuni esemplari affiorati in superficie da un piccolo laghetto di acqua solfurea. Si tratta tuttavia di segnalazione riferita ad una grotta che si trova a poche decine di metri dal torrente Sentino. Non sorprende pertanto che le anguille possano essere penetrate all'interno della cavità sfruttando passaggi a loro accessibili. Da tempo i Gruppi Speleologici di Ancona e Fabriano si sono adoperati per spingere L'Ente Parco Frasassi Rossa a dichiarare il sito di eccezionale interesse scientifico ed ambientale, con l'adozione di misure di tutela urgenti e straordinarie, nonchè il sostegno alla ricerca, allo studio ed al proseguimento delle esplorazioni. Nel corso di una conferenza stampa organizzata dall'Ente Parco Frasassi Rossa, alle grandi parole dei politici di turno purtroppo non sono seguiti i fatti e quanti speravano in provvedimenti rapidi a favore del sito e della speleologia si sono dovuti disilludere: ancora una volta gli amministratori "sfruttano" la scoperta come mezzo per mettersi bene in vista davanti alle telecamere, facendo belle promesse, finora non mantenute.  


4 GIUGNO 2001

ANGUILLE DI MONTAGNA NEI NUOVI RAMI DELLA GROTTA DI FRASASSI

La scoperta di una nuova regione sotterranea, esplorata sinora per due chilometri, all'interno del complesso delle Grotte di Frasassi di Genga (Ancona) è stata illustrata oggi in una conferenza stampa nella quale è stata data notizia anche del ritrovamento, nei pressi di un lago situato nelle più remote zone ipogee dentro la montagna, di reperti animali verosimilmente riferibili ad anguille. La nuova diramazione ha portato a circa 30 chilometri lo sviluppo del complesso delle Grotte di Frasassi. La scoperta è avvenuta durante una ricognizione di controllo in una zona del complesso denominata El Mexico, esplorata per cinque chilometri nel 1983 dagli speleologi anconetani, che però allora si erano dovuti arrestare dinnanzi a passaggi allagati e condotte completamente ostruite dal fango. Invece, nel marzo scorso, Paolo Grillantini, del Gruppo Speleologico Marchigiano di Ancona, e Gabriele Borgioni, del Gruppo Speleologico di Fabriano, sono riusciti a individuare l'accesso alla nuova regione ipogea.

Nelle settimane seguenti gli speleologi di Ancona e Fabriano hanno proseguito le esplorazioni, superando una serie di strettoie oltre le quali si sono trovati di fronte a gandi sale e laghi profondi. Il più vasto di questi specchi d'acqua sotterranei ha preso il nome di Lago Infinito, essendo necessario nuotare, per superarlo, per circa 200 metri. L'aspetto più affascinante della scoperta è però costituito dal ritrovamento di reperti di fauna ittica sulle sponde dei laghi, verosimilmente anguille, lunghe fino a 50 centimetri. Misterioso è anche il motivo della loro presenza così in profondità all'interno della montagna.

Secondo alcune ipotesi potrebbe trattarsi di un luogo di riproduzione, oppure esattamente del contrario, cioè di un cimitero. Da prime, sommarie ricerche, non si ha notizia di analoghi ritrovamenti, eccezion fatta per una segnalazione risalente ai primi anni '70, quando in un laghetto sulfureo, sempre nelle Grotte di Frasassi, furono osservati alcuni esemplari viventi; ma la grotta, in quel caso, si trovava a poche decine di metri dal corso del torrente Sentino e non sorprese che le anguille potessero essere passate nella cavità sfruttando passaggi per esse accessibili. I gruppi speleologici si apprestano adesso a chiedere all'Ente Parco la dichiarazione dell'area a "sito di eccezionale interesse scientifico e ambientale".

(Fonte: ANSA)



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