
FRASASSI
G. S. M.
"a
divenir del mondo esperto"
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STORIA DEL GRUPPO SPELEOLOGICO MARCHIGIANO DI ANCONA di Giancarlo Cappanera |
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Durante le feste di fine anno '71, unitamente agli speleologi
del Gruppo Speleologico C.A.I di Fabriano che il dodici dicembre
avevano individuato la condotta di collegamento tra la Grotta del
Fiume e quella del " Vento ", una squadra del G.S.M
percorse la prima traversata del Complesso Vento - Fiume.
In quei giorni i giovani del G.S.M, organizzato un campo base
interno, effettuarono separatamente altre esplorazioni riuscendo
a scoprire, sopra la "Sala dei Duecento", sei
piani sovrapposti nei quali la natura della terra marchigiana
aveva costudito, per millenni , meravigliosi e spettacolari
ambienti contenenti anche preziosi scrigni di bellissime
formazioni cristalline di abbagliante bellezza.
Da sempre ho desiderato raccontare e scrivere con dovizia di particolari sugli avvenimenti successivi che portarono ad un amaro strascico di polemiche con gli amici di Fabriano. Oggi ritengo però opportuno limitarmi a dire che alla base di tutto ci furono invidie, ripicche, presunzioni egemoniche reciproche ma, soprattutto, un forte spirito campanilistico che aveva già precedentemente penalizzato seriamente lo sviluppo della speleologia nelle Marche.
| Anche se i colleghi di Jesi e Macerata si
dimostrarono più "sportivi", il tempo e
l'amore per Frasassi riannodarono comunque i legami
storici tra i due sodalizi, tanto che gli stessi furono
tra i promotori della Federazione Speleologica
Marchigiana che si riunì per la prima volta a
Fabriano il 19 novembre del 1971. In un'altra sezione
di questo Sito si può leggere la notizia ANSA della scoperta
congiunta da parte di validi componenti dei due gruppi di
importantissimi sviluppi nel Complesso Fiume-Vento fatta
nel 2001 . |
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A loro, se vorranno, chiedo di continuare il mio racconto facendo il resoconto delle tante scoperte fatte successivamente nell'intento di conoscere tutti i segreti del complesso carsico di Frasassi.
Certamente ci vorranno altre generazioni di speleologi per mettere fine a questa storia, oggi il primo, più ambizioso, obiettivo è quello di trovare la ormai mitica congiunzione con la Grotta del Buco Cattivo.
Buon lavoro!
La "2° Rassegna Speleologica ed Alpina": [1 - 2 - 3 - 4 - 5]
Finite le ultime scosse del terremoto che colpì Ancona e le Marche nel gennaio 1972, provocando un rallentamento sensibile di tutte le nostre attività, e conclusa la prima fase delle esplorazioni del complesso carsico "Fiume - Vento" ritenemmo doveroso organizzare un incontro per presentare i primi risultati scientifici ed ambientali riscontrati dallo studio della grotta.
Dal 14 al 20 marzo 1973 si svolse la "II Rassegna Speleologica ed Alpina", caratterizzata dall'appoggio di molte autorità che avevano già intuito l'importanza della scoperta sotto l'aspetto turistico.
L'intera manifestazione si svolse infatti sotto il patrocinio dell'Ente Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Genga.
L'inaugurazione ufficiale avvenne con una manifestazione tenuta nell'Aula Consiliare della Provincia di Ancona. Intervennero il Presidente della Provincia Dr. Borioni ed il nostro amato Sindaco Prof. Alfredo Trifogli.
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Dopo il saluto del Dr. Orlando Orlandi Presidente
della Sezione C.A.I. di Ancona, l'allora Assessore al
Turismo del Comune di Genga, il Dr. Coriolano
Bruffa, parlò sul tema: "Le iniziative regionali per la valorizzazione a scopo turistico della zona speleologica di San Vittore di Genga". In questa occasione si ufficializzò praticamente il progetto di rendere fruibile la Grotta Grande del Vento da parte del già costituito Consorzio Frasassi. Maurizio Bolognini , tra la soddisfazione di tutti noi, presentò ufficialmente la grotta scoperta che allora risultava la più lunga d'Italia. |
Il Dr. Gino Coppola, assistente di Geologia e
Litologia all' Università di Ancona, parlò sul tema:
"Carattere sportivo e didattico della Speleologia".
La prima giornata si concluse con una relazione di Giancarlo
Cappanera sul tema:
"La Speleologia come
esperienza di vita"
Gli interventi furono corredati dalla proiezione di diapositive sulla Grotta Grande del Vento e dai lungometraggi a colori "Lumen zero" e "L'orso delle caverne".
Nella seconda giornata, il 15 marzo, Mario Marchetti, con un emozionante discorso, celebrò il 25° anniversario della fondazione tracciando la storia del G. S. M. dal 1948 al 1973.
La relazione scientifica ufficiale fu tenuta dal geologo Dr.
Giuseppe Gambelli sul tema:
"Testimonianze sulle moderne interpretazioni del
fenomeno carsico di Frasassi prodotto dall'incontro di acque
mineralizzate".
| Personalmente ebbi la grande soddisfazione di
riuscire a fare intervenire il Dr. Arrigo
Cigna, Presidente della Società Speleologica
Italiana, che parlò su "La situazione ed
i problemi attuali della Speleologia italiana". Con
lui, il Prof. Alfred Boegli dell'Università
di Lucerna, massimo esperto mondiale di carsismo. Quest'ultimo confermò in toto la teoria di Giuseppe Gambelli sulla genesi chimica della grotta trovata da Rolando Silvestri. Intervennero anche qualificati rappresentanti di numerosi gruppi speleologici italiani. Unitamente alla Rassegna organizzammo una mostra fotografica abbinata al primo concorso "S. Vittore di Genga" con l'esposizione di reperti speleologici negli spazi messi a nostra disposizione ad Ancona nel centro di Piazza Roma. |
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Considerazioni finali:
Il mio racconto finisce qui. Da allora, l'attività del G.S.M. è continuata con tante altre scoperte effettuate a Frasassi,in Italia e all'estero che spero si possano riassumere, almeno in questa forma, in futuro.
Desidero solo evidenziare il fondamentale contributo dato dagli speleologi del C.A.I di Ancona nell'esplorazione di vastissimi nuovi rami nella bella e grandiosa grotta di Monte Cucco ed alla realizzazione e salvaguardia speleologica del parco del monte Conero.
Mi chiedono spesso quali vantaggi abbiamo ottenuto dopo la
scoperta della Grotta del Fiume e della collegata Grotta
Grande del Vento: non ne abbiamo chiesto (nè ricevuto) nessuno!
Dal magnifico territorio di Frasassi abbiamo preso solo
fotografie e lasciato soltanto le impronte dei nostri scarponi.
La soddisfazione di quello che abbiamo fatto ci è bastata.
Infatti il risultato del nostro lavoro è stato il punto di
partenza per il riscatto economico del territorio di Genga, già
allora tanto bello ma poverissimo che, in seguito alla nostra
scoperta, si è sviluppato in una comunità molto prosperosa
traendo profitto dal fatto che le Grotte di Frasassi sono
divenute uno dei poli più importanti del turismo marchigiano,
oltre che un vanto del nostro patrimonio naturalistico nazionale.
Veramente il Consorzio Frasassi (che gestisce le
grotte) solo sull'onda del clamore suscitato dal 25°
anniversario della scoperta principale, ahimè molto
tardivamente, ci ha omaggiato di una medaglia e di una graziosa
creazione artistica in ricordo. Ma in 25 anni è rimasto
disatteso il nostro più grande desiderio: avere una tessera di
entrata omaggio alla grotta da tramandare ai nostri figli e ai
nostri nipoti; ancora oggi se li accompagnamo in una visita
turistica, dobbiamo pagare il prezzo del biglietto pieno noi e
loro.
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E' anche per questo che non sono mai più entrato dal
1974 in questa meravigliosa grotta che considero anche
mia.
La nostra città, Ancona, ci ha invece ringraziato tutti conferendoci - il 4 Maggio 1997- l'alto onore di un attestato personale di "Civica Benemerenza", del quale andiamo tutti orgogliosissimi: io (Giancarlo Cappanera), Rolando Silvestri, Pietro Pazzaglia, Leonardo Rotini, Fabio Sturba, Maurizio Bolognini, Giuseppe Gambelli, Gianni Cieri, Claudio Santolini, Costantino Cioffi, Mauro Bolognini, Stefano Fiori, Fabio Bentivoglio, Giorgio Lacopo, Mario Pia, Roberto Ragaglia, Franco Raccuglia, Alberto Copparoni, Massimo Cortechini, Riccardo Bartulucci, Roberto Ronchitelli e Gianfranco Baiocco. |
Sito ideato e realizzato da Giancarlo Cappanera.
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